Test autovalutazione: Terza Media. La Lotteria!

Test autovalutazione di Terza Media

La lotteria della s-fortuna!

Questa volta siamo arrivati al Test finale.

Il test di tutti i test.

L’autovalutazione di… tutte le autovalutazioni!

Ora…o le sai…o le sai.

Questa volta non ci son domande. Trovi direttamente le parole chiave relative ai vari periodi artistici che abbiamo studiato in terza media.

La risposta corretta è ovviamente il periodo artistico corrispondente.

…e buon lavoro!

ehm ehm…ho quasi paura di fare questa domanda ma non mi trattengo:

come è andata!?!

Esami di terza media: LA TESINA!

Esami di terza media: LA TESINA!

Per gli Esami di terza media spesso viene richiesta una tesina.

Vi prego non iniziate ad andare in ansia eh…l’importante è capire  bene dai vari docenti cosa si aspettino da voi. A volte viene richiesta proprio una piccola ricerca per ogni argomento  ma in altri casi basta organizzarsi per bene con una mappa concettuale e una serie di argomenti collegati (o tra loro o al tema principale).

Ora l’ansia ve la creo io eh…

Non è che agli esami orali poi potrete parlare solo della tesina…

No no. Quella serve soprattutto a rompere il ghiaccio e a far capire ai vari docenti che avete avuto delle belle idee collegando le varie materie in modo anche, si spera, originale (vi prego…non fateci morire di noia!).

Io poi che son notoriamente sadica ho predisposto per voi una perrrfida lotteria della S-fortuna (se siete curiosi leggetevi l’articoletto con apposito quiz riassuntivo per esercitarvi!) quindi con la tesina dovrete mostrarmi la vostra parte più…creativa!

MA COSA SAREBBE QUESTA FAMIGERATA TESINA?

Nel corso dei vari esami di terza media ho  notato che si può presentare una tesina classica, da alunno serio insomma, utilizzando come parola chiave un periodo storico, un evento importante (l’esempio più classico è la “LA SECONDA GUERRA MONDIALE” oppure “LA CONDIZIONE DELLA DONNA”), o ancora scegliere un anno di riferimento e sviluppare tutte le altre materie partendo proprio da una data precisa.

Oppure…si può provare il tocco di genio e follia (in questo caso, mi raccomando, prendete accordi con i docenti…mica tutti apprezzano eh…) io ad esempio mi diverto moltissimo con le tesine “un po’ fuori di testa”.

Qui di seguito quindi vi propongo qualche mappa concettuale: in pratica mi son chiesta quale argomento avrei scelto se fossi stata al vostro posto…

No ma dico…ma vi rendete conto che senza gli uomini rana a sminare il fondale davanti al mare della Normandia…lo sbarco non sarebbe stato possibile?!?

E vi rendete conto che Leonardo da Vinci fu tra i primi a capire l’importanza di un’alimentazione varia, verdure comprese, tanto che aprì un ristorante assieme ad un socio improbabile, Sandro Botticelli:  l’Osteria delle Tre rane (con piatti tipici quali la ribollita e i ranocchi fritti)!

E Kunyoshi che dipingeva mostruose e gigantesche rane cavalcate dagli eroi giapponesi?!?

Ah…se passate dall’Università di Salamanca…cercate la rana portafirtuna, mi raccomando!

Per il Nero invece sono andata più sul classico…nero come colore del dipinto contro la guerra di Picasso, ma nero come il titolo di un libro di Sciascia o una canzone degli Ac/dc…e tornando all’alimentazione come non nominare l’ottimo, seppur costosissimo Pata Negra, il prosciutto spagnolo d’eccellenza. Il nero è anche la condizione di buio che è assenza di luce, senza la quale una meraviglia come la camera ottica non può funzionare ma è anche ovviamente il tema centrale della lotta di una Rosa Parks per i diritti dei neri d’America…

E inizio anche a  mettervi  a disposizione i testi bilingue (Italiano/Inglese) e Italiano/Spagnolo

cui seguiranno, spero, anche   Italiano/Francese.

Così  potrete magari prendere due piccioni con una fava parlando di un’opera artistica nella lingua dell’autore o fare altre performance clil (in pratica parlare di un argomento di una qualsiasi materia non in italiano ma utilizzando la seconda lingua)!

Per questo dovete ringraziare le colleghe che han fatto per me il lavoro di traduzione!  In inglese: la prof.ssa F. Mirizzi  e in spagnolo la prof.ssa  G. Ingegneri (ma siam prrrrontisssimi ad aggiungere testi aggiornando l’articolo ringraziando anticipatamente anche i colleghi che  riusciranno a darci una mano con le altre lingue eh).

TESTI CON TRADUZIONI IN INGLESE

ROMANTICISMO:

TURNER

William Turner, Eruzione del Vesuvio (1817)
William Turner, Eruzione del Vesuvio (1817)

One of the most important English Romantic painters was Joseph Mallord William Turner. He was famous for painting sea landscapes with storms and extremely whirling waves, where shapes and human figures look so small as to seem almost abstract.

  • Tra i pittori inglesi più rappresentativi di questo periodo c’è sicuramente William Turner che ama proporre scorci marini con onde e tempeste a volte così vorticosi e con forme e figure umane ridotte talmente al minimo da risultare quasi astratti.

 

CONSTABLE

John Constable, Il carro di fieno (1821)
John Constable, Il carro di fieno (1821)

John Constable was another English Romantic painter but he was very different from Turner. He painted natural landscapes which didn’t have any political or social meaning but which were simply meant to stress the cycles of nature and the changes in colours and seasons.

  • Mentre con J. Constable, sempre inglese ma quasi in opposizione a Turner, abbiamo rappresentazioni di ambienti e paesaggi naturali slegati da messaggi politici o sociali ma più strettamente collegati ai cicli naturali e ai normali cambiamenti di colori e stagioni.

 

KEITH HARING

K. Haring, mural, 1987
K. Haring, mural, 1987

Keith Haring was a neo-pop and street artist

who lived and worked in the Nineteen-eighties.

He started painting in the streets and in the subway where he used to cover old posters. He painted on all kinds of material and on various objects.

He also painted on a hundred metre section of the Berlin wall.

Andy Warhol encouraged him to use canvases too.

He worked all over the world and in 1983 he was in Milan where he painted and performed live and in front of customers in the window of the Fiorucci shop in Piazza San Babila, where young people used to meet at the time.

With his colourful and crazy little people, Haring became the most important representative of graffiti which became art themselves. He became a political symbol too, fighting for homosexual people’s rights and for Aids awareness. Aids killed him in the end.

  • Rappresentante della street art e considerato artista neo pop
  • Lavora negli anni ‘80
  • Inizia a dipingere per strada, soprattutto in metropolitana, sopra ai manifesti vecchi. Dipingerà sopra a materiali di tutti i tipi e a oggetti vari.
  • Dipingerà anche un centinaio di metri del muro di Berlino
  • Viene incoraggiato proprio da Wharol a dipingere su tela e non solo…per strada.
  • Lavorerà in tutto il mondo ma nel 1983 è a Milano, nel negozio Fiorucci in San Babila (ritrovo dei giovani dell’epoca) a dipingere in diretta, in vetrina, mentre i clienti lo osservano
  • Diventerà l’artista simbolo dei graffiti che diventano arte, degli omini colorati e folli, ma anche simbolo politico, per i diritti degli omosessuali e della lotta all’aids di cui poi morirà.

TESTI CON TRADUZIONE IN SPAGNOLO

FRIDA KAHLO

Frida Khalo autoritratto con collana di spine 1940

Hija de un fotógrafo alemán de familia úngaro-judía, que en seguida se trasladó a México, y de una mexicana de origen española…ésta era Frida, complicada también en sus orígenes.

Fue una mujer con un carácter muy fuerte, pues eligió por sí misma también el año de su nacimiento: 1910, es decir, el año en que estalló la Revolución Mexicana.

A pesar de sus graves problemas de salud, pudo estudiar y tuvo una vida casi normal, pero a los dieciocho años su condición empeoró a causa de un accidente: su autobús fue arrollado por un tranvía, esto le causó heridas muy graves, por las cuales tuvo que someterse durante toda su vida a más de 33 intervenciones y curas. Se pasó toda la vida llevando puesto un corsete, una especie de armadura  con la que ella  se mostrará en muchos de sus famosos autorretratos.

Como tuvo que quedarse inmóvil por casi un año para recuperarse del accidente, su madre le puso un grande espejo encima de su cama, y así empezó a pintar.

Fue una mujer puy pasional, entre sus numerosos amores, el más grande, el amor de su vida fue por el famoso muralista mexicano Diego Rivera, con que compartió también su pasión política, siendo activista del partido comunista mexicano.

Pintó  muchísimos autorretratos porque, como dijo una vez, “ como estoy a menudo sola, soy la persona que conozco mejor”. Sus autorretratos no son cuadros felices, ella pinta mientras está sufriendo y lo expresa en su obra sin avergonzarse ( “ no pinto mis sueños, sino mi propia realidad”), a  veces incluso con una actitud irónica, que podría parecer contradictorio por parte de una mujer que sufre mucho y que está tan comprometida con sus ideales políticos. En uno de sus autorretratos más famosos se representa con la columna vertebral rota.

Los colores de sus cuadros son los colores de la pintura tradicional mexicana ( y de su ropa): fuertes, vivaces, un verdadero himno a la vida; en sus autorretratos a menudo lleva puestos vestidos indios o de campesina, muy coloreados.  México siempre está presente también en las flores, en los animales, las plantas raras, los monos, los perros y los loros.

No fue una mujer linda, por lo menos en el sentido tradicional del término, pero fue muy orgullosa también de sus características cejas. Su actitud muy  original y su seguridad fascinó  y sigue fascinando a muchos artistas y críticos contemporáneos, así como había inspirado a sus alumnos cuando, por un breve rato de su vida, enseñó pintura. Ella los impulsaba a “salir por la calle porque de estar cerrados en casa, no vais a aprender nada, porque la vida está fuera, y ésta es la realidad que tenéis que representar”.

 

  • Figlia di un fotografo tedesco di famiglia ebraica di origini ungheresi in seguito emigrato in Messico e di una messicana di origini spagnole di famiglia nobile…Ecco Frida, complicata sin dalle sue origini!
  • Donna molto decisa e con un carattere fortissimo si sceglie in modo autonomo anche la data di nascita preferita: il 1910 (data della rivoluzione messicana)
  • Nonostante gli immensi problemi di salute riesce a studiare e ad avere una vita quasi normale ma a 18 anni i suoi problemi fisici peggiorano ulteriormente a causa di un incidente: il suo autobus viene investito da un tram, le ferite sono gravissime e per anni dovrà sottoporsi ad interventi e cure fino ad indossare un busto rigido, quasi una sorta di armatura che ci mostrerà in molti suoi autoritratti.
  • Sceglie quindi di dipingere perché in quel periodo c’era ben poco altro che avrebbe potuto fare, lì immobilizzata in casa.
  • Donna passionale, tra i suoi amori quello che più caratterizzerà anche la sua vita artistica è con l’artista Diego Rivera (pittore muralista molto famoso già all’epoca) con il quale condividerà anche la passione politica diventando attivista del partito comunista.
  • Si autoritrae moltissime volte proprio perché si definisce “il soggetto che conosco meglio”, non sono dipinti sereni, il suo corpo soffre e lei lo offre alla vista senza vergogna, a volte anche con una sottile forma di ironia che non ci si aspetta in una persona sofferente e così seriamente impegnata: in un caso mette al posto della sua colonna vertebrale una colonna classica…rotta!
  • I colori di Frida però sono i colori del Messico: colori forti, vivaci, un vero e proprio inno alla vita, nei suoi autoritratti lei infatti si mostra spesso con il costume indio o con abiti di campagna, coloratissimi. Il Messico è sempre presente anche con la flora e la fauna, cactus e scimmie, piante misteriose, cani e pappagalli.
  • Non è bella ma è fiera e orgogliosa anche del suo monosopracciglio che tanto la caratterizza, questa sua sicurezza affascina artisti e critici d’arte ancora oggi così come aveva ispirato i suoi alunni quando per un breve periodo aveva insegnato pittura esortando i suoi ragazzi ad “uscire per strada perché chiusi a scuola non imparerete nulla, perché la vita è fuori, in strada ed è quella la realtà che deve essere rappresentata”

PICASSO

Picasso: Guernica

 

 

 

 

 

Guernica es el nombre de una ciudad española que fue destruida por el primer “bombardeo de alfombra” de la historia, por parte de la aviación alemana  e italiana.

El bombardeo fue un vergonzoso experimento militar que abrió camino a una táctica militar muy utilizada durante la segunda guerra mundial

Los aviones nazis bombardearon la pequeña ciudad de Guernica el 26 de abril de 1937 durante un tranquilo día de mercado

El celebre pintor Pablo Picasso fue encargado por el Gobierno de la Segunda República de pintar una obra que representara España para la Exposición internacional de  Paris de 1937, es decir en plena guerra civil española.  En aquel momento Picasso no vivía en España y aprendió la terrible noticia del bombardeo leyéndola en los periódicos, fue así que decidió pintar un grito contra el horror y la barbarie de la guerra.

El lienzo, que pasó a convertirse en la obra antibelicista por excelencia, representaba una clara denuncia contra la violencia de la guerra.  Su representación se parece casi a un belén laico gracias a las figuras de la madre, del toro y del caballo que aluden a la representación tradicional del nacimiento de Jesús.  Es una obra llena de símbolos, por eso a lo largo de la historia le han dado muchísimas interpretaciones. El caballo que parece tener una bomba en la lengua, podría representar al pueblo herido a muerte. Para algunos críticos el toro, que tiene  una mirada humana y poco taurina, es el mismo autor que mira la escena como en estado de shock, hay quien dice que es el dictador Francisco Franco, sin embargo la interpretación más común es que el toro representa España, o sea un país que está sufriendo.

La escena casi monocromática (utilizó sólo blanco, negro y gris) no parece tener un plano solo interior o solo exterior, sino que están representada dentro y fuera de una habitación al mismo tiempo.  De hecho los animales deberían estar en la calle, pero encima de las figuras hay una lámpara con luz artificial, que parece al mismo tiempo un sol aplastado (schiacciato) o un ojo que está llorando (o el ojo de Dios )

Una curiosiad. Se cuenta que un oficial alemán, mirando al autor que estaba pintando el lienzo en su oficina, preguntó al autor. “¿Por qué está pintando este horror?”, y Picasso le contestó: “No, es obra vuestra”.

  • Guernica è il nome di una cittadina spagnola che venne distrutta da un bombardamento aereo, il primo in assoluto.
  • L’operazione fu decisa con freddo cinismo dai comandi militari nazisti semplicemente come esperimento.
  • Questo avvenne la sera del 26 aprile del 1937 ad opera dell’aviazione militare tedesca.
  • Il dipinto viene realizzato per il governo della Repubblica comunista in piena guerra civile, per il padiglione spagnolo dell’Esposizione internazionale di Parigi nel 1937.
  • E’ un’opera contro la violenza della guerra. Quasi un presepe laico grazie alla figura della madre e a quella del toro e di un cavallo (bue e asinello?), il cavallo sembra quasi avere una bomba in bocca e potrebbe rappresentare il popolo ferito a morte. Per alcuni critici il toro, che ha quasi uno sguardo umano più che taurino, sarebbe lo stesso autore che guarda la scena in stato di shock, pr altri invece è è il dittatore Francisco Franco, ma nell’interpretazione più comune  il toro è  il simbolo della Spagna che soffre.
  • Quasi monocromatica non distingue spazio interno da spazio esterno, infatti possiamo parlare di visione simultanea. Gli animali dovrebbero essere all’aperto ma qui in alto al centro c’è un lampadario che sembra un sole oppure potrebbe essere quasi un occhio in lacrime (Dio che piange?)
  • Curiosità: pare che un ufficiale tedesco guardando l’opera mentre l’artista stava lavorando nel suo studio, abbia chiesto: «avete fatto voi questo orrore?» e Picasso rispose: «No, è opera vostra».

…E BUON LAVORO!…

Durante gli esami…nomi e colori!

Durante gli esami…nomi e colori!

Durante gli esami… spesso disegno.

Quest’anno sono andata oltre i villaggetti medievali e i castelli (uno c’è ancora eh, le vecchie abitudini son dure a morire, l’ho infatti aggiunto alla galleria del vecchio articolo).

Quest’anno cari miei…mi avrete vista usare anche il colore.

I nomi dei figli e dei nipoti dei colleghi, i nomi di chi ha vinto una lotteria di beneficenza per animali abbandonati o malati (mi capita qualche volta di mettere in palio un disegno da fare su ordinazione per il vincitore)…

Nomi e disegni abbinati oppure zentangle da utilizzare poi in locandine teatrali (alla cugina regista non si può certo dire di no quando chiede aiuto all’ultimo minuto!).

Una piccola committente, figlia di un collega, è stata attentissima osservatrice durante parte della realizzazione del suo nome.

Ferrea nelle indicazioni, implacabile nel rilevare dimenticanze…lavorare con il suo fiato sul collo è stata la mia vera prova d’esame, vero Mariachiara?!!?

 

 

I grandi Maestri e i periodi artistici

Parlare di grandi Maestri e periodo artistici è parte integrante del mio lavoro. Amo la storia dell’arte.
Insegnare il valore del patrimonio artistico ad un ragazzino di 10,11,12,13… a volte 15 anni…spero possa in futuro fare di lui una persona adulta più consapevole, più attenta, più felice, con maggiori opportunità di lavoro anche…ma perché no…ma anche e soprattutto una persona educata alla Bellezza.
In parole povere…lavoro ora per non vedere adulti che si sbracheranno sopra a statue secentesche…o che incideranno il loro nome deturpando opere d’arte pregiate…o che, per souvenir, magari si porteranno a casa un “sassetto” che vuoi che sia…
i miei alunni saranno adulti migliori, per definizione.
ehm…o almeno lo spero.
io ci sto lavorando con fiducia eh…lo giuro!

Ho sempre fatto normali lezioni frontali…libro, spiegazioni, qualche immagine ingrandita recuperata da testi vari…
io parlo (recito, affabulo, annoio, ammorbo, a volte incuriosisco, spero ogni tanto di strappare anche qualche sana risata…) e loro, i miei 28 paia d’occhi medi per classe… mi fissano e prendono appunti.

Ma da quando son comparse le Lim… mi si è spalancato un nuovo mondo…
mai come in storia dell’arte vale il detto “un’immagine val più di mille parole”.
mi son così preparata di volta in volta dei mini riassunti in formato pdf da proiettare in classe.
Concetti ridotti all’osso, immagini caratteristiche per ogni artista e per ogni periodo artistico trattato.
La parte scritta è minima, lavoro con ragazzi della scuola media, la loro attenzione regge pochino, spesso hanno problemi di comprensione della lingua italiana…figuriamoci le loro espressioni di fronte a concetti troppo teorici o più simili a voli pindarici…Ho scelto definizioni scritte spero chiare, affiancate alla spiegazione verbale, accompagnate dalle immagini.

In caso di assenza è anche comodo per loro poter recuperare almeno questa parte di lezione teorica in rete e non dal quaderno di un compagno…
Ad ogni periodo artistico ho attribuito alcune parole chiave che poi saranno quelle stampate su di un particolare “strumento di tortura”, una sorta di ruota della (s)fortuna che utilizzo durante gli esami orali di terza media. I ragazzi girando la ruota e incrociando le dita…dovranno riconoscere il tal periodo artistico proprio attraverso le parole chiave dello “spicchio di ruota” selezionato dal caso.

Vi giuro…sembrerà una cattivera al limite del sadismo…ma ormai i ragazzi dei vari anni si “passanoparola” e vivono positivamente il momento di questa particolare lotteria artistica, quasi come se fosse un rito di passaggio…in fondo han capito che basta studiare e…tutto andrà per il meglio!

CLASSI PRIME

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