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La porta delle meraviglie -con filmato dimostrativo yt!

La porta delle meraviglie -con filmato dimostrativo  yt!

La porta delle meraviglie

La porta è un soggetto perfetto per fantasticare, ecco perché ho chiesto ai miei alunni di seconda media di realizzare la tavola di una porta come compito delle vacanze (e so già che ne vredremo delle belle! ).

E ovviamente…come faccio sempre…prima ho provato in prima persona ad immaginare qualche porta: viste dall’interno ma anche dall’esterno. Porte folli o credibilissime…

Insomma io adoro le porte, quindi voi…porta(te) pazienza!

Ma soprattutto: cosa c’è dietro quella porta?

La porta nei sogni ha vari significati perché è una metafora importantissima della vita! Se è aperta, se è chiusa, se è socchiusa…se si spalanca o si apre a fatica… Basta poco e la porta assume significati e aspetti differenti.

Hanno iniziato i Romani, negli affreschi pompeiani, ad incuriosirci con le porte…

Ma troviamo porte in ogni periodo artistico: dalle porte di Delft, dipinte da Vermeer in una via tranquilla, alla porta che rimane sullo sfondo e fa immaginare scaloni e ambienti ricchissimi, nelle Meninas di Velazquea. Magritte ha immaginato porte impossibili che si aprono, forse, su altri mondi…

Nella Villa Barbaro a Maser, Paolo Veronese, apre finte porte, perfetti trompe l’oeil, con personaggi che sbirciano dando il benvenuto agli ospiti.

Ma di porte ne troviamo anche di vari tipi eh…

Nei film horror son porte terribili ma nel film romantico Sliding Doors son porte della metropolitana che, aprendosi o chiudendosi cambiano tutta la vita della protagonista! Le porte hanno poi forme strane…a volte sono tonde, come nelle case degli Hobbit, altre volte son porte di armadi che portano direttamente a Narnia…

…e ora se volete provare anche voi a fare una porta…

Buon lavoro!

(e buone vacanze!)

Compiti delle vacanze 2018-2019

Compiti delle vacanze 2018-2019

Compiti delle vacanze  2018-2019

Ve lo confermo: non sono affatto contraria ai compiti delle vacanze!

E che siano: pochi, buoni, ben fatti.

Ovviamente mi rivolgo solo alle future classi seconde e terze…

I ragazzi di terza, quelli che stanno per iniziare gli esami…finalmente, dopo, potranno davvero solo riposare, yyyyeeeehhhhhhhhhh!!!

…E ricordatevi che i disegni delle vacanze saranno i primi voti dell’anno prossimo, così come i Test di ingresso saranno i primi voti di storia dell’arte nel nuovo anno scolastico!

FUTURE CLASSI SECONDE:

Tav 0: Scarabocchio

Tav 00:  Arco di trionfo

TEST D’INGRESSO ALLA CLASSE SECONDA

FUTURE CLASSI TERZE:

Tav 0: Arcimboldi

Tav 00: La mia Porta delle meraviglie

TEST D’INGRESSO ALLA CLASSE TERZA

 

Se avete dubbi…QUI potete trovare qualche esempio!

Concorso Gorla Domani 2018-2019

Concorso Gorla Domani 2018-2019

Concorso organizzato dall’associazione Gorla Domani

Anche quest’anno la sms Trevisani Scaetta ha partecipato molto volentieri, con impegno e fantasia.

Non solo le classi della scuola media ma anche alcune classi delle elementari dell’IC Pini.

Alle medie quest’anno il tema proposto richiedeva un lavoro in due parti: inventare ed illustrare una storia con protagonista Leonardo da Vinci a Milano!

I nostri ragazzi ci hanno stupito con un tocco tra il macabro e l’ironico…ed ecco i risultati del concorso che non prevedeva nessun vincitore ma tanti bellissimi lavori!

 

Concorso grafico 2018 2019

Concorso grafico 2018 2019

Come ogni anno, alla Scuola Media Trevisani Scaetta, viene indetto

Il Concorso Grafico

valido per tutte le classi (tutti i ragazzi diventano giudici perché votano per i disegni delle altre classi)!

TEMA: Con l’iniziale del tuo nome trova una parola che ti rappresenta e… disegnala!

Ecco quindi i vincitori delle CLASSI TERZE e, di seguito, una selezione dei disegni dei ragazzi che non avranno vinto ma…meritano davvero d’esser guardati con attenzione!

Ecco poi i vincitori delle CLASSI SECONDE e una selezione di disegni che mi son piaciuti proprio tanto!

E ultimi…ma non ultimi… I disegni delle CLASSI PRIME!

Disegnando …tutorial su Youtube!

Disegnando …tutorial su Youtube!

Sei stato assente? hai scelto di dormire proprio in quella lezione così importante? Nessun problema!

Puoi rimediare con le mie manine su youtube:  DISEGNANDO TUTORIAL

Disegnando #1 LA PIAZZA

No dico… ma guardate che risultati!

I lavori sono stati fatti in classe, certo, ma qualche alunno assente è riuscito a completare il disegno seguendo il filmato, a casa…

Con la seconda versione della prospettiva…siamo/stiamo andando oltre: ho offerto solo il filmato, le regole della prospettiva centrale le abbiamo già spiegate in classe. Ora vediamo se qualche alunno vorrà mettersi alla prova!

Disegnando #2 LA STRADA IN PROSPETTIVA

…e un  primo valoroso eroe…c’è!!!!

e abbiamo un nuovo lavoro fatto a casa in completa autonomia!!!!

e pensare che A.A. della 2G e M.M della 2H siano riusciti a far tutto da soli a casa…mi rende davvero troppo felice!

Prospettiva: la rappresentazione dello spazio

Prospettiva: la rappresentazione dello spazio

Quando spiego la prospettiva in seconda media…esordisco sempre con una frase ad effetto:

QUESTA SULLA PROSPETTIVA è LA LEZIONE, DI STORIA DELL’ARTE  E DI DISEGNO, PIU’ IMPORTANTE DELLA VOSTRA VITA!

…farà anche scena eh… ma è davvero così!

Ormai diamo per scontata la rappresentazione dello spazio e della profondità. Abbiamo videogiochi in 3D che ci permettono di correre per kilometri e kilometri…pur rimanendo seduti belli comodi davanti ad uno schermo ultrapiatto!

Ma guardate che la rappresentazione dello spazio è una delle maggiori scoperte fatte… e l’essersene dimenticati, per secoli, è uno dei più grandi misteri della storia dell’arte!

Nelle civiltà più antiche lo spazio è rappresentato da un punto di vista frontale, senza profondità, quasi astratto.

In questo esempio, nell’arte egizia, vengono unite le due visioni: dall’alto e frontale e il risultato è magari una piscina con gli alberi intorno tutti…crollati a terra!

Arte egizia

Euclide fu il primo, nel 300 a.C. ad intuire il legame tra rappresentazione grafica e occhio umano e così facendo ci ha mostrato quanto le reali dimensioni di un oggetto siano in realtà molto variabili in relazione all’osservatore e al suo punto di vista!

Euclide e i primi studi prospettici

In qualche vaso dell’arte greca troviamo degli accenni di prospettiva o almeno un tentativo di rappresentare la profondità con linee oblique, un po’ come nell’assonometria!

 

vasi greci e tentativi prospettici

Ma poi arrivarono i romani…e tutto cambiò!

In alcuni affreschi pompeiani abbiamo veri e propri trompe l’oeil che sfondano prospetticamente lo spazio dipingendo sulle pareti ambienti e architetture in realtà inesistenti!

Dalla caduta dell’impero romano d’occidente però…la rappresentazione dello spazio torna ad essere antiprospettica. Le figure sono frontali, tutte sullo stesso piano e lo sfondo si trasforma in oro, religiosamente simbolico, ma che va ad annullare ogni profondità, come nell’arte bizantina.

Mosaico bizantino antiprospettico

 

Nel tardo medioevo alcuni artisti, come ad esempio Duccio di Buoninsegna e  il Lorenzetti iniziano a proporre la “prospectiva communis”, intuitiva, non sempre corretta ma in qualche caso comunque di incredibile effetto. E  intanto inizia a scomparire lo sfondo oro…

Ma il vero punto di rottura tra fondo oro, spazi appena accennati e tentativi più o meno riusciti…sarà Giotto!

Certo a volte nei suoi edifici i personaggi starebbero strettini perché c’è una sproporzione voluta (per mostrare al meglio edifici e protagonisti!), ma nella Cappella degli Scrovegni, a Padova,  ci propone due piccole finestrelle ai lati dell’altare che son veri gioiellini: finte finestre che ci mostrano finte stanze con altrettante finte finestre… e lo spazio prosegue…

Il Rinascimento segna anche la rinascita della prospettiva!

Nel 1400 Brunelleschi, architetto, ricollegandosi agli studi di Euclide e aiutandosi con semplici strumenti (una tavoletta forata e uno specchio), riesce a stabilire il complicato sistema per rappresentare qualsiasi cosa in prospettiva!

Da qui in poi i vari pittori faranno a gara nella realizzazione dei vari ambienti prospettici (Piero della Francesca cura perfettamente tutto fin nei minimi particolari!)  e Antonello da Messina ci mostra un San Girolamo nel suo studio che è immenso, sopraelevato, con scaffali di libri e ambienti che si aprono da entrambi i lati mentre eleganti volatili in primissimo piano ci fanno quasi entrare a far parte della scena.  Ma gli artisti useranno  le regole della prospettiva anche per creare finti fori sul soffitto (con vasi che quasi cascano in testa allo spettatore come nell’oculo della Camera degli sposi!)  o  applicheranno le regole prospettiche perfino al corpo umano, come nel Cristo in scorcio del Mantegna.

A questo punto gli artisti si trovano di fronte ad un bel problema: le regole perfettamente applicate permettono di creare spazi davvero infiniti…ma a vedersi qualche cosa comunque non torna.

E’ tutto troppo preciso, seppur incredibilmente scenografico come nella “Consegna delle chiavi” del Perugino o nella classica immagine della Città ideale.

Sarà proprio Leonardo da Vinci a risolvere il problema che possiamo definire della “resa ottica”.

Inventando la prospettiva aerea con lo sfumato leonardesco, unisce quindi un punto di vista sempre molto alto, a volo d’uccello, così da mostrare più spazio possibile ma ne ammorbidisce i particolari sfumando i contorni e facendo fondere i colori di soggetto e sfondo…proprio come effettivamente vede, dal vivo, l’occhio umano!

Altri artisti rinascimentali come Correggio, quasi, esagereranno negli effetti prospettici,  suscitando critiche feroci da parte dei loro contemporanei, come nell’Assunzione della Vergine nella cupola del Duomo di Parma (definita addirittura  un “guazzetto di rane!).

Correggio, Assunzione della Vergine, Parma

Ma le regole prospettiche applicate all’architettura permetteranno davvero di cambiare gli spazi, come ad esempio farà il Veronese nella villa Barbaro a Maser. Inganna lo spettatore creando false architetture con ospiti senza tempo che fanno capolino da porte solo dipinte o salutano chi entra nella villa affacciandosi da un balcone…inesistente!

Nel periodo Barocco tra pittori-illusionisti e quadraturisti che fingevano, dipingendole, architetture in realtà inesistenti…

vediamo cose incredibili come la falsa cupola di Andrea del Pozzo a Roma o come il Barbieri che a Modena apre quasi un portale spaziale verso il paradiso!

Nel periodo del Rococò, con la moda del Grand Tour e dei dipinti cartolina…la prospettiva continua ad essere utilissima soprattutto grazie alla nascita del vedutismo.

Canaletto sarà tra i maggiori esponenti di questo stile pittorico che porterà l’immagine di Venezia nel mondo (si aiuterà anche con la camera ottica di cui abbiamo ampiamente parlato anche in questo sito).

Canaletto, Prospettiva di Venezia

L’invenzione della fotografia cambierà tutto.

Nel 1800 infatti, con i pittori impressionisti, la ricerca della rappresentazione prospettica perde importanza. Se vuoi un’immagine precisa…usi la macchina fotografica! Gli impressionisti vogliono mostrarci altro, le loro emozioni in quella realtà…non solo mostrarcela esattamente com’è.

Monet, Dolceacqua, 1884

Gli artisti del cubismo invece non considereranno nemmeno una priorità la prospettiva.

Dipingendo il soggetto come se fosse visto da più punti di vista contemporaneamente, arriveranno a sovrapporre e a scomporre piani, immagini e sfondo.

Braque, Bottiglia e pesci, 1910

…e noi oggi?

Cari miei… noi oggi impariamo le regole della rappresentazione prospettica così come le hanno imparate gli artisti del passato!

e i nostri lavori…non sono affatto male!

 

ANNO SCOLASTICO IN CORSO 2018-2019

ANNO SCOLASTICO IN CORSO 2018-2019

ANNO SCOLASTICO IN CORSO 2018-2019

Cosa stiamo facendo:

Anche quest’anno pubblicherò i vostri lavori… tutti, quasi tutti, forse tutti… insomma piùomenocircaquasi.

Per la serie: se non me li consegni in tempo…non li vedrai mai online e questo sarebbe un vero peccato no?!?

Stavolta li ho suddivisi per classi così da poterli vedere con più comodità:

CLASSI PRIME -F,G,I

CLASSI SECONDE -F,G,H,D

CLASSI TERZE -F,G,D

Compiti delle Vacanze!

Compiti delle Vacanze!

Lo dico subito, così da levarvi ogni speranza: Compiti delle vacanze, non sono affatto contraria… anzi!

Le vacanze sono fatte per rilassarsi, divertirsi, certo, ma servono anche per recuperare argomenti magari non completamente compresi nell’anno scolastico appena passato o per consolidarne altri così da non dimenticarsi di tutto il lavoro fatto fino ad ora.

Sarebbe un vero peccato no?!?

Questi sono i compiti delle vacanze di arte e…

Attenzione: saranno anche i primi voti dell’anno prossimo e vi aiuteranno a prendere un bel voto con la prima verifica che in pratica sarà il Test d’Ingresso, un supertest che riassume tutta la storia dell’arte fatta nell’anno precedente. Insomma…io voglio capire cosa davvero vi sia rimasto in testa tra un’onda…un granchio…il sole, il mare, i giochi, gli amori, le partite a calcio e le giornate passate attaccati ai videogiochi (sì, non mentite, tanto lo so che farete mega sfide con ammazzatutto vari…e un po’ ci sta, solo, vi prego, non esagerate!)

COMPITI CLASSE PRIMA 2017-2018

voi state andando in seconda media…giusto? ecco, entrateci col piede giusto:

TAV 0= LO SCARABOCCHIO (dovreste averlo tutti, in caso contrario qui sotto potrete vedere degli esempi e ricopiarne uno, più o meno simile)

Tema: guarda lo scarabocchio girando il foglio da tutti i lati e…mostrami cosa vedi!

Tecnica: matite sfumate, a campitura piatta, pennarelli usati però in modo intelligente.

TAV 00= ARCO DI TRIONFO (dovreste averlo tutti, in caso contrario qui sotto lo potrete stampare direttamente)

arcoditrionfo

Tema: Ricalca o ritaglia e attacca questo disegno semplificato e fallo diventare il tuo…trionfo!

Tecnica= libera, cioè matite, pennarelli, tempere, collage…insomma…fai un po’ quel che ti pare ma fallo bene!

TEST PROVA DI INGRESSO CLASSI SECONDE (da fare on line, un bel ripassone generale che parte dalla preistoria e arriva fino ai romani)

COMPITI CLASSE SECONDA 2017-2018

voi state andando in terza media vero? ecco…iniziate bene l’anno.

TAV 0= LA GIOCONDA RIVISITATA (dovreste avere tutti una fotocopia del disegno semplificato, in caso contrario qui sotto la trovate in versione stampabile già in grandezza A4, cioè come un foglio da normali fotocopie) Se poi volete ispirarvi (ma non  copiare suvvia che non ne avete certo bisogno), QUI potrete vedere tantissimi esempi realizzati negli scorsi anni

gioconda contornomedio

TAV 00= PROGETTA E REALIZZA LA LOCANDINA DI UN FILM  HORROR (reale, cioè che hai visto o che ti piacerebbe vedere mentre mangi pop corn e urli di terrore…oppure di un film inventato, siccome son curiosa poi ti chiederò di descrivermi la trama, ovvio!)

TEST PROVA DI INGRESSO CLASSE TERZA (da fare on line, un bel ripassone generale che parte dal romanico e arriva fino al manierismo)

E…BUONE VACANZE! CI SI RIVEDE A SETTEMBRE!

Esami di terza media: LA TESINA!

Esami di terza media: LA TESINA!

Per gli Esami di terza media spesso viene richiesta una tesina.

Vi prego non iniziate ad andare in ansia eh…l’importante è capire  bene dai vari docenti cosa si aspettino da voi. A volte viene richiesta proprio una piccola ricerca per ogni argomento  ma in altri casi basta organizzarsi per bene con una mappa concettuale e una serie di argomenti collegati (o tra loro o al tema principale).

Ora l’ansia ve la creo io eh…

Non è che agli esami orali poi potrete parlare solo della tesina…

No no. Quella serve soprattutto a rompere il ghiaccio e a far capire ai vari docenti che avete avuto delle belle idee collegando le varie materie in modo anche, si spera, originale (vi prego…non fateci morire di noia!).

Io poi che son notoriamente sadica ho predisposto per voi una perrrfida lotteria della S-fortuna (se siete curiosi leggetevi l’articoletto con apposito quiz riassuntivo per esercitarvi!) quindi con la tesina dovrete mostrarmi la vostra parte più…creativa!

MA COSA SAREBBE QUESTA FAMIGERATA TESINA?

Nel corso dei vari esami di terza media ho  notato che si può presentare una tesina classica, da alunno serio insomma, utilizzando come parola chiave un periodo storico, un evento importante (l’esempio più classico è la “LA SECONDA GUERRA MONDIALE” oppure “LA CONDIZIONE DELLA DONNA”), o ancora scegliere un anno di riferimento e sviluppare tutte le altre materie partendo proprio da una data precisa.

Oppure…si può provare il tocco di genio e follia (in questo caso, mi raccomando, prendete accordi con i docenti…mica tutti apprezzano eh…) io ad esempio mi diverto moltissimo con le tesine “un po’ fuori di testa”.

Qui di seguito quindi vi propongo qualche mappa concettuale: in pratica mi son chiesta quale argomento avrei scelto se fossi stata al vostro posto…

No ma dico…ma vi rendete conto che senza gli uomini rana a sminare il fondale davanti al mare della Normandia…lo sbarco non sarebbe stato possibile?!?

E vi rendete conto che Leonardo da Vinci fu tra i primi a capire l’importanza di un’alimentazione varia, verdure comprese, tanto che aprì un ristorante assieme ad un socio improbabile, Sandro Botticelli:  l’Osteria delle Tre rane (con piatti tipici quali la ribollita e i ranocchi fritti)!

E Kunyoshi che dipingeva mostruose e gigantesche rane cavalcate dagli eroi giapponesi?!?

Ah…se passate dall’Università di Salamanca…cercate la rana portafirtuna, mi raccomando!

Per il Nero invece sono andata più sul classico…nero come colore del dipinto contro la guerra di Picasso, ma nero come il titolo di un libro di Sciascia o una canzone degli Ac/dc…e tornando all’alimentazione come non nominare l’ottimo, seppur costosissimo Pata Negra, il prosciutto spagnolo d’eccellenza. Il nero è anche la condizione di buio che è assenza di luce, senza la quale una meraviglia come la camera ottica non può funzionare ma è anche ovviamente il tema centrale della lotta di una Rosa Parks per i diritti dei neri d’America…

E inizio anche a  mettervi  a disposizione i testi bilingue (Italiano/Inglese) e Italiano/Spagnolo

cui seguiranno, spero, anche   Italiano/Francese.

Così  potrete magari prendere due piccioni con una fava parlando di un’opera artistica nella lingua dell’autore o fare altre performance clil (in pratica parlare di un argomento di una qualsiasi materia non in italiano ma utilizzando la seconda lingua)!

Per questo dovete ringraziare le colleghe che han fatto per me il lavoro di traduzione!  In inglese: la prof.ssa F. Mirizzi  e in spagnolo la prof.ssa  G. Ingegneri (ma siam prrrrontisssimi ad aggiungere testi aggiornando l’articolo ringraziando anticipatamente anche i colleghi che  riusciranno a darci una mano con le altre lingue eh).

TESTI CON TRADUZIONI IN INGLESE

ROMANTICISMO:

TURNER

William Turner, Eruzione del Vesuvio (1817)
William Turner, Eruzione del Vesuvio (1817)

One of the most important English Romantic painters was Joseph Mallord William Turner. He was famous for painting sea landscapes with storms and extremely whirling waves, where shapes and human figures look so small as to seem almost abstract.

  • Tra i pittori inglesi più rappresentativi di questo periodo c’è sicuramente William Turner che ama proporre scorci marini con onde e tempeste a volte così vorticosi e con forme e figure umane ridotte talmente al minimo da risultare quasi astratti.

 

CONSTABLE

John Constable, Il carro di fieno (1821)
John Constable, Il carro di fieno (1821)

John Constable was another English Romantic painter but he was very different from Turner. He painted natural landscapes which didn’t have any political or social meaning but which were simply meant to stress the cycles of nature and the changes in colours and seasons.

  • Mentre con J. Constable, sempre inglese ma quasi in opposizione a Turner, abbiamo rappresentazioni di ambienti e paesaggi naturali slegati da messaggi politici o sociali ma più strettamente collegati ai cicli naturali e ai normali cambiamenti di colori e stagioni.

 

KEITH HARING

K. Haring, mural, 1987
K. Haring, mural, 1987

Keith Haring was a neo-pop and street artist

who lived and worked in the Nineteen-eighties.

He started painting in the streets and in the subway where he used to cover old posters. He painted on all kinds of material and on various objects.

He also painted on a hundred metre section of the Berlin wall.

Andy Warhol encouraged him to use canvases too.

He worked all over the world and in 1983 he was in Milan where he painted and performed live and in front of customers in the window of the Fiorucci shop in Piazza San Babila, where young people used to meet at the time.

With his colourful and crazy little people, Haring became the most important representative of graffiti which became art themselves. He became a political symbol too, fighting for homosexual people’s rights and for Aids awareness. Aids killed him in the end.

  • Rappresentante della street art e considerato artista neo pop
  • Lavora negli anni ‘80
  • Inizia a dipingere per strada, soprattutto in metropolitana, sopra ai manifesti vecchi. Dipingerà sopra a materiali di tutti i tipi e a oggetti vari.
  • Dipingerà anche un centinaio di metri del muro di Berlino
  • Viene incoraggiato proprio da Wharol a dipingere su tela e non solo…per strada.
  • Lavorerà in tutto il mondo ma nel 1983 è a Milano, nel negozio Fiorucci in San Babila (ritrovo dei giovani dell’epoca) a dipingere in diretta, in vetrina, mentre i clienti lo osservano
  • Diventerà l’artista simbolo dei graffiti che diventano arte, degli omini colorati e folli, ma anche simbolo politico, per i diritti degli omosessuali e della lotta all’aids di cui poi morirà.

TESTI CON TRADUZIONE IN SPAGNOLO

FRIDA KAHLO

Frida Khalo autoritratto con collana di spine 1940

Hija de un fotògrafo alemano de familia ùngaro-judìa, que en seguida se trasladò a mexico, y de una mexicana de origen española…èsta era Frida, complicada tambien en sus origenes.

Fue una mujer con un caracter muy fuerte, pues eligiò por sì misma tambien el año de su nacimiento: 1910, es decir el año en que estallò la revoluciòn mexicana.

A pesar de sus graves problemas de salud, pudo estudiar y tuvo una vida casi normal, pero a los dieciocho años su condiciòn empeorò debido a un accidente : su autobus fue arrollado por un tranvìa, èsto le causò heridas muy graves, por las cuales tuvo que someterse durante toda su vida a màs de 33 intervenciones y curas. Se pasò toda la vida llevando puesto un corsete, una especie de armadura  con la que ella  se mostrarà en muchos de sus famosos autorretratos.

Como tuvo que quedarse inmovil por casi un año para recuperarse del accidente, su madre le puso un grande espejo encima de su cama, y asì empezò a pintar, porque ¿què otro màs podìa hacer?

Fue una mujer puy pasional, entre sus numerosos amores, el màs grande, el amor de su vida fue por el famoso muralista mexicano Diego Rivera, con que compartiò tambien su pasiòn polìtica, siendo activista del partido comunista mexicano.

Pintò  muchissimos autorretratos porque, como dijo una vez, “ como estoy a menudo sola, soy la persona que conozco mejor”. Sus autorretratos no son cuadros felices, ella pinta mientras està sufriendo y lo expresa en su obra sin avergonzarse ( “ no pinto mis sueños, sino mi propia realidad”), a  veces incluso con una actitud irònica, que podrìa parecer contradictorio por parte de una mujer que sufre tan mucho y que està tan comprometida con sus ideales polìticos. En uno de sus autorretratos màs famosos se representa con la columna vertebral rota.

Los colores de sus cuadros son los colores de la pintura tradicional mexicana ( y de su ropa): fuertes, vivaces, un verdadero himno a la vida y en sus autorretratos a menudo lleva puestos vestidos indios u de campesina, muy coloreados.  El Mexico siempre està presente tambièn en las flores, en los animales, las plantas raras, los monos, perros y lloros.

No fue uan mujer linda, por lo menos en el sentido tradicional del tèrmino, pero fue muy orgullosa tambièn de sus caracteristicas sejas. Su actitud muy  original y su seguridad fascinò  y sigie fascinando a muchos artistas y crìticos contemporaneos, asì como habìa inspirado a sus alumnos cuando, por un breve rato de su vida, enseñò pintura. Ella los impulsaba a “ salir por la calle, porque, de estar cerrados en casa, no vais a aprender nada, porque la vida està fuera, y èsta es la realidad que teneis que representar”.

 

  • Figlia di un fotografo tedesco di famiglia ebraica di origini ungheresi in seguito emigrato in Messico e di una messicana di origini spagnole di famiglia nobile…Ecco Frida, complicata sin dalle sue origini!
  • Donna molto decisa e con un carattere fortissimo si sceglie in modo autonomo anche la data di nascita preferita: il 1910 (data della rivoluzione messicana)
  • Nonostante gli immensi problemi di salute riesce a studiare e ad avere una vita quasi normale ma a 18 anni i suoi problemi fisici peggiorano ulteriormente a causa di un incidente: il suo autobus viene investito da un tram, le ferite sono gravissime e per anni dovrà sottoporsi ad interventi e cure fino ad indossare un busto rigido, quasi una sorta di armatura che ci mostrerà in molti suoi autoritratti.
  • Sceglie quindi di dipingere perché in quel periodo c’era ben poco altro che avrebbe potuto fare, lì immobilizzata in casa.
  • Donna passionale, tra i suoi amori quello che più caratterizzerà anche la sua vita artistica è con l’artista Diego Rivera (pittore muralista molto famoso già all’epoca) con il quale condividerà anche la passione politica diventando attivista del partito comunista.
  • Si autoritrae moltissime volte proprio perché si definisce “il soggetto che conosco meglio”, non sono dipinti sereni, il suo corpo soffre e lei lo offre alla vista senza vergogna, a volte anche con una sottile forma di ironia che non ci si aspetta in una persona sofferente e così seriamente impegnata: in un caso mette al posto della sua colonna vertebrale una colonna classica…rotta!
  • I colori di Frida però sono i colori del Messico: colori forti, vivaci, un vero e proprio inno alla vita, nei suoi autoritratti lei infatti si mostra spesso con il costume indio o con abiti di campagna, coloratissimi. Il Messico è sempre presente anche con la flora e la fauna, cactus e scimmie, piante misteriose, cani e pappagalli.
  • Non è bella ma è fiera e orgogliosa anche del suo monosopracciglio che tanto la caratterizza, questa sua sicurezza affascina artisti e critici d’arte ancora oggi così come aveva ispirato i suoi alunni quando per un breve periodo aveva insegnato pittura esortando i suoi ragazzi ad “uscire per strada perché chiusi a scuola non imparerete nulla, perché la vita è fuori, in strada ed è quella la realtà che deve essere rappresentata”

PICASSO

Picasso: Guernica

 

 

 

 

 

Guernica es el nombre de una ciudad española que fue destruida por el primer bombardeo-alfombra de la historia, por parte de la aviaciòn alemana  e italiana.

El bombardeo no fue otro mas que un vergonzoso experimento militar que abriò camino a una tàctica militar muy utilizada durante la segunda guerra mundial

Los aviones nazistas bombardearon la pequeña ciudad de guernica el 26 de abril de 1937 durante un tranquilo dìa de mercado

El celebre pintor Pablo Picasso fue encargado  por  el Gobierno de la Segunda Repùblica  de pintar una obra que representara España para la Exposiciòn internacional de  Paris de 1937, es decir en plena guerra civil española.  En aquel momento Picasso no vivìa en España y aprendiò la terrible noticia del bombardeo leyendola en los periodicos, fue asì que decidiò de pintar su horrorosa representaciòn del bombardeo de Guernica.

El lienzo, que pasò a convertirse en la obra antibelicista por excelencia, representava una clara denuncia de la violencia de la Guerra.  Su representaciòn se parece casi a un belèn laico gracias a la figura de la madre y a las del toro y del caballo que aluden a la representaciòn tradicional del nacimiento de Jesùs.  Es una obra llena de sìmbolos, por eso  a lo largo de la historia de han dado muchìsimas interpretaciones. El caballo, que parece tener una bomba en la lengua, podrìa representar al pueblo herido a muerte. En cambio para algunos criticos el toro, que tiene  una mirada humana y poco taurina, es el mismo autor, que mira la escena como en estado de shock, pero hay quien dice que es el dictador Francisco Franco, pero la interpretaciòn màs comun es que el toro representa la España que està sufriendo.

La escena casi monocromàtica (utilizò solo blanco, negro y gris) no parece tener un plano solo interior o solo exterior, sino que estàn representada dentro y fuera de una habitaciòn al mismo tiempo.  De hecho los animales deberìan estar en la calle, pero encima de las figuras hay una làmpara con luz artificial, que parece al mismo tiempo un sol aplastado (schiacciato) o un ojo que està llorando (el Ojo de Dios? )

Una curiosiad. Se cuenta que un oficial alemàn, mirando al autor que estaba pintando el lienzo en su oficina, preguntò al autor. “ ¿Por què esta pintando este horror? “, y Picasso le contestò : “ No, es obra vuestra”.

 

  • Guernica è il nome di una cittadina spagnola che venne distrutta da un bombardamento aereo, il primo in assoluto.
  • L’operazione fu decisa con freddo cinismo dai comandi militari nazisti semplicemente come esperimento.
  • Questo avvenne la sera del 26 aprile del 1937 ad opera dell’aviazione militare tedesca.
  • Il dipinto viene realizzato per il governo della Repubblica comunista in piena guerra civile, per il padiglione spagnolo dell’Esposizione internazionale di Parigi nel 1937.
  • E’ un’opera contro la violenza della guerra. Quasi un presepe laico grazie alla figura della madre e a quella del toro e di un cavallo (bue e asinello?), il cavallo sembra quasi avere una bomba in bocca e potrebbe rappresentare il popolo ferito a morte. Per alcuni critici il toro, che ha quasi uno sguardo umano più che taurino, sarebbe lo stesso autore che guarda la scena in stato di shock, pr altri invece è è il dittatore Francisco Franco, ma nell’interpretazione più comune  il toro è  il simbolo della Spagna che soffre.
  • Quasi monocromatica non distingue spazio interno da spazio esterno, infatti possiamo parlare di visione simultanea. Gli animali dovrebbero essere all’aperto ma qui in alto al centro c’è un lampadario che sembra un sole oppure potrebbe essere quasi un occhio in lacrime (Dio che piange?)
  • Curiosità: pare che un ufficiale tedesco guardando l’opera mentre l’artista stava lavorando nel suo studio, abbia chiesto: «avete fatto voi questo orrore?» e Picasso rispose: «No, è opera vostra».

…E BUON LAVORO!…

L’ombra di Friedrich

L’ombra di Friedrich

Studiando il Romanticismo, siamo stati ispirati da Friedrich e dai suoi personaggi in controluce.

Abbiamo quindi realizzato una serie di opere proprio con questo soggetto: l’ombra di Friedrich!

In qualche caso sono state realizzate delle dime con sagome di personaggi vari stilizzati, singoli, abbracciati, umani e animali. Le sagome sono state utilizzate singolarmente o assieme ad altre.

Nessun limite alla fantasia…

Ci sono donne con i vestiti al vento davanti al tramonto sul mare

Romantici abbracci di fronte a ruote panoramiche ma anche lupi che ululano alla luna o piccoli vandali davanti a pareti e murales.

Insomma alle ombre…tutto è concesso!