EDUCAZIONE CIVICA: ARTE E IMMAGINE ALLA SCUOLA MEDIA

EDUCAZIONE CIVICA: ARTE E IMMAGINE ALLA SCUOLA MEDIA

L’educazione civica è diventata parte integrante di tutte le materie della secondaria di primo grado ma…diciamocelo serenamente: almeno per noi di arte…è sempre stata parte del normale programma di materia.

I beni culturali sono il nostro  pane e così come il pane va conservato bene perché non faccia la muffa, protetto, perché non arrivino le formiche a mangiarselo e tenuto lontano dall’acqua perché non diventi immangiabile… Così le opere d’arte vanno protette, tutelate, restaurate, conservate e soprattutto…mostrate a quante più persone possibili, ovviamente nella massima sicurezza!

Ho scelto tre argomenti da trattare anno per anno ma volendo sono comunque intercambiabili tra le varie classi prime, seconde, terze. Partendo dalla costituzione italiana, soprattutto l’articolo 9, dedicato alla tutela del patrimonio artistico, ho preparato tre differenti lezioni con tre lavori pratici da proporre alle classi per avere così un voto finale e un modo per fissare, in ogni ragazzo, i concetti che sono poi alla base della cultura e della civiltà di ogni Paese e che nel nostro, troppo spesso, sono poco considerati.

…e pensare che l’Italia potrebbe sopravvivere solo di turismo artistico e che la maggior parte dei turisti stranieri vengono per vedere cose che a noi italiani…sembrano tragicamente scontate e invece sono reali gioielli che tanti ci invidiano!

CLASSI PRIME Argomento collegato l’arte romana, agli scavi archeologici, alla distinzione tra beni immobili e mobili e alla nascita dei primi spazi espositivi all’estero o in Italia

POMPEI

CLASSI SECONDE Argomento collegato ai furti e alle indagini per recuperare le opere d’arte rubate ovunque nel mondo (se possibile consiglio la visione dei film: Monuments men e  Woman in gold, ottimi anche in terza per collegare l’argomento a Storia)

CARAVAGGIO RUBATO A PALERMO

CLASSI TERZE Argomento collegato a street art e alla sua discussa genesi e distinzione  tra arte e vandalismo

BANKSY

TEST AUTOVALUTAZIONE: STREET ART

TEST AUTOVALUTAZIONE: STREET ART

Se sbagli, questa volta, ti faccio diventare un’opera della street art…

se ne sai da:

0-4 “capra!capra!capra!

5-10 “sei appena decente, non ti esaltare troppo”

11-15 “hai avuto più fortuna che anima!?”

16-20 “ma che te sei magnato un libro!?”

Se hai ancora dubbi…studia!

LEZIONE DI STORIA DELL’ARTE STREET ART 

Omini rosa. Dubbi amletici tra baci e ceffoni

Omini  rosa

Stanno aumentando, soprattutto nella zona dove vivo.

Ho iniziato a “collezionarli” fotografandoli.

E’ scattata quasi una gara tra colleghi a chi ne vedeva di più.

Ha vinto lei, il segugio migliore, una vera e propria macchina da guerra che, molto probabilmente, in questi ultimi tempi a furia di andare in giro con il naso all’insù, in caccia (per mmmmme!),  ha rischiato molte volte di inciampare.

Ma la prof.ssa Russotto, indomita, ha continuato a mandarmi immagini di nuovi omini rosa.

Celo celo manca. Par quasi d’esser tornati ai tempi delle raccolte di figurine (son vecchietta, chiariamolo subito: mi son fermata all’album, completato davvero però, di Sandokan e della Perla di Labuan!).

A questa premessa generale però va aggiunta una nota non del tutto indifferente: sono un’insegnante di storia dell’arte.

Io in classe parlo ai miei alunni di artisti vari, da quelli del Rinascimento classico fino alla street art dei tempi moderni.

Io in classe educo, per contratto, alla bellezza.

Ma…devo anche educare!

Lo confesso senza vergogna; questi omini rosa, mannaggialloro, mi hanno spiazzata.

Mi ritrovo proprio ad esser combattuta.

Come li devo considerare? arte o vandalismo?

Certo io in classe parlo anche di artisti famosi che proprio sull’arte di strada han costruito la loro fama e la loro fortuna.

K. Haring, Bansky, Basquiat…anche loro prima di essere Loro son stati solo vandali, writers, sgraditi imbrattamuri.

 

Quando mi ritrovo a dover parlare di arte moderna ai miei alunni io entro in crisi, c’è poco da dire.

Mi ritrovo letteralmente dilaniata tra gusto personale e dovere, tra etica e morale,tra oneri e onori, tra vivi e seziona…

Come faccio a parlare di street art e nel contempo  a far passare il messaggio: no tu non puoi fare scarabocchi sui muri (perché fan schifo, perché son brutti, perchè non sei mica un artista, perché se ti beccoticorco)?!.

Tra l’altro mi piace condividere le perplessità con chi  vive attorno a me.

Parlarne fa crescere in me i dubbi facendo diminuire le già poche certezze che avevo…come dice mio marito “devo imparare a starmene zitta” altrochè!

Mio marito sostiene che avrebbe rotto una falangetta anche a Leonardo se lo avesse beccato a dipingere la Gioconda sulla parete di casa nostra senza aver prima chiesto permesso. Gli credo eh, non sta facendo una sparata tanto per dire…

Ma io da un lato lo capisco, approvo e concordo con il senso del discorso: la proprietà privata per me è davvero sacra.

Chiedimi il permesso e molto probabilmente non ti dirò di no.

Questi omini rosa ad esempio, li ho studiati per bene. Sono attaccati e mediamente poco invasivi, non son dipinti (tranne uno, orrore orrore, mi rovina quasi tutta la teoria che vede in Aloi un vandalogentile, insomma lo considererò una prova, un unicum quell’omino dipinto maledetto!), sono incollati, realizzati evidentemente con calma altrove e poi messi lì, in giro, in bellavista.

Su muri di case private, su centraline elettriche, su muri di edifici pubblici, a volte interi, a volte a pezzi, spesso quasi a sbucare e a far capolino.

Quei cosi rosini ci fissano, ormai ne son certa.

Sono a tratti ripetitivi, spesso ironici, molte volte divertenti, qualche volta criptici, ma sempre riconoscibili.

Cercando on line non è nemmeno difficile trovare notizie sul giovane artista (o vandalo?!), si chiama Christian Aloi,  si firma Aluà, 29 anni di Catanzaro.

Vive qui in zona, è un mio vicino di casa…ahhhh prima o poi lo becco, ahhh se lo becco! A quel punto dovrò decidere se dargli un bacio (in fronte, suvvia, non pensate male), o un ceffone (ancora non ho deciso dove).

Molti nel quartiere hanno adottato gli omini rosa, li considerano ormai “di tutti”, altri non li posson più vedere (Aluà nun t’allargà troppo, ti prego, risparmia i palazzi storici, fallo per me e per la mia coscienza dilaniata, tipregotipregotiprego).

Alcuni spariscono al volo (non ho fatto in tempo a fotografare quello che vomitava verde, umpft, avevo il cell scarico…se ne avete un’immagine sottomano passatemelo, è il mio santo graal!).

Del resto proprio Aloi in una recente  Intervista  ha dichiarato “se qualcuno non li apprezza può rimuoverli con il minimo sforzo“.

Secondo me iniziano ad andare a ruba anche per gradimento!

Non è certo il primo artista ad aver scelto la forma umana o proprio l’omino come cifra stilistica.

Mi viene immediatamente in mente, oltre al citato Haring, richiamo più diretto, anche il vecchio e amatissimo Mr Linea di Osvaldo Cavandoli dei primi anni ’70.

Ma da una rapida e quasi casuale ricerca di immagini in rete ne saltan fuori tanti altri di omini artistici: Exit Enter che imbratt ehm lavora a Firenze, ma anche Clet Abrhams, bretone, con gli omini nei cartelli stradali, sempre a Firenze (perchè sempre lì? mah forse il richiamo e il confronto diretto con l’arte rinascimentale…affascina.)

Ma anche Mike, all’anagrafe Michela Roffarè crea con gli omini, come fa da anni anche Blu Blu.  Del resto anche un marchio storico come Robe di Kappa ha scelto gli omini come logo.

Ora che ci ripenso, anche io da ragazzina, ho iniziato a far proprio omini (i miei spesso erano ammassati, grassi, spesso orgiastici…).

Questi risalgono ai primi anni ’80 mi sa!

il mio primo murale!

Ma…per voi questa è Arte o Vandalismo?

 Bacio o Ceffone?