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Il castello medievale

Il castello medievale, siore e siore, è il periodo romanico!

Il soggetto affascina, non c’è molto altro da dire… poterlo rappresentare rivisitandolo, mostrandolo sotto attacco dei draghi, abitato dai minions, sopra ad un albero o in mezzo al bosco, fortezza diroccata o talmente nuovo da sembrare  appena costruito…è anche un momento scolastico di puro divertimento.

Alla spiegazione riguardante l’edificazione dei castelli, la scelta del sito migliore, dalle origini fino ai castelli più recenti…passando per le strutture difensive, ai materiali, trabocchetti e passaggi segreti… dopo una parte prettamente teorica insomma, cerco sempre di abbinare la visione di  immagini riguardanti castelli, reali, immaginari, visti nei films o nei cartoni animati, fotografati durante una gita scolastica oppure cercandoli un po’ a caso in internet…

Insomma…prima di progettare un castello…qualche idea devi fartela o almeno…sapere dove scopiazzarla.

La realizzazione è abbastanza libera, tra matite colorate o bianco e nero, tratto pen,  pennarelli e collage, la scelta è vasta…la richiesta fissa però è nella cornice che deve essere coronamento e sottolineatura dello stile del castello prescelto.

Apprezzo molto i castelli assurdi ed improbabili…ma anche le copie fedeli dei castelli reali, così come le cornici a catene e lucchetti o quelle fiorite, o ancora in legno e a placche metalliche come le armature, ma van benissimo anche quelle decorate con caramelle o scaglie di drago…

Il fiore a matite colorate

Diciamolo subito: il fiore a matite colorate è forse una delle poche tavole che faccio realizzare in maniera completamente autonoma e slegata dalla parte teorica di storia dell’arte.

In prima media la parte teorica è sensibilmente ridotta rispetto a quella grafico pratica e le proporzioni tra teoria e pratica variano di anno in anno.

I miei alunni in prima media, soprattutto all’inizio dell’anno, son spesso ancora bambini (bellissimo poi vederli crescere rapidamente…già solo alla fine del primo anno scolastico… ma chi li riconosce più?!), necessitano quindi di una parte anche rognosetta dedicata proprio all’apprendimento della tecnica.

Arido esercizio, a volte noiosetto, ma indispensabile per educare la mano, l’occhio, la concentrazione, la scelta e soprattutto il momento finale che crea la magia: dall’idea che si ha in testa…passare al prodotto finito.

In questi momenti spesso anche un po’ avvilenti (non sempre la coordinazione occhio-mano riesce all’istante e a volte, come dico sempre loro scherzando “questo è un foglio, non un pezzo di terra, smetti di zappare!!!”), in momenti simili dicevo…è indispensabile trovare un lavoro il cui risultato sia davvero un bel massaggio  per l’anima.

Questo disegno è sempre molto gratificante!

Richiede fatica, concentrazione, magari anche qualche tentativo andato a vuoto e qualche foglio buttato…ma il risultato è sempre un gran bel massaggio per l’anima, per l’ego,  per l’autostima. Fiori ricalcati nella parte centrale, quindi tutti uguali, che vengon quindi personalizzati da ogni ragazzo nel completamente grafico e più ancora nella scelta cromatica. Immagini quasi ipnotiche che appese poi, tutte vicine, su enormi pareti, creano un’unica affascinante immensa immagine pulsante.

I risultati insomma…parlano da soli!